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Fashion| Omaggio alla Bauhaus

 

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Il termine deriva da Bau (costruzione) + Haus (casa) ed identifica una scuola statale di architettura e arte applicata, istituita a Weimar, nel 1919 dal giovane e brillante architetto berlinese Walter Gropius, trasferita a Dessau nel 1925, venne chiusa nel 1933 con l’avvento del nazismo, poiché considerata troppo aperta alle tendenze internazionali.

 

Fendi, A-I 2016/17

Fendi, A-I 2016/17

 

Fendi, A-I 2016/17

Fendi, A-I 2016/17

Si trattava di un’accademia-laboratorio, che doveva inglobare arte, tecnica e artigianalità, all’insegna della modernità. Docenti talentuosi come Kandinskij, Mies van der Rohe, Paul Klee, volevano disegnare un mondo nuovo, ordinato, pulito e comprensibile.

Fendi, A-I 2016/17

Fendi, A-I 2016/17

La filosofia della Bauhaus, considerava l’espressione artistica, il frutto di mestiere e rigore, per questo prevedeva lo studio di molte discipline: architettura, pittura, pubblicità,  falegnameria, ceramica, tessitura, arredamento, scenografia. Un pensiero che si è trasferito sulle passerelle dell’inverno, che  iniziano ad omaggiare con un leggero anticipo il centenario della fondazione della scuola tedesca.

Salvatore Ferragamo, A-I 2016/17

Salvatore Ferragamo, A-I 2016/17

 

Salvatore Ferragamo, A-I 2016/17

Salvatore Ferragamo, A-I 2016/17

 

Salvatore Ferragamo, A-I 2016/17

Salvatore Ferragamo, A-I 2016/17

 

La moda coglie i suggerimenti bauhausiani, allontanandosi dalle tendenze estetiche di massa, prediligendo alti livelli di competenze e perfezione stilistica. Molti creativi puntano sempre più sull’artigianalità, considerata un’arte, una ricchezza che contraddistingue da sempre il nostro Paese, e che non possiamo perdere. Tra i corsi propedeutici della Bauhaus, c’era anche quello dedicato alla “teoria del colore”, al centro la sperimentazione cromatica, con accostamenti disposti secondo schemi compositivi geometrici, seguendo tripartizioni e progressioni aritmetiche.

 

Emilio Pucci, A-I 2016/17

Emilio Pucci, A-I 2016/17

Le stesse che mescolate al talento sartoriale e alla vivacità cromatica, sono state ispirazione delle creazioni di Massimiliano Giornetti per Salvatore Ferragamo: abiti, cappe e cappottini movimentati da righe e zig-zag, ma anche da Marni, dove gli abiti in un caleidoscopico patchwork, sono movimentati anche da voluminose maniche. Sono interessati da questo tripudio cromatico, anche gli accessori: stivaletti in camoscio con bordi di pelliccia (Louboutin), tronchetti con inserti geometrici a contrasto (Manolo Blahnik), zainetti in shearling (Fendi) e pochette in pelle laminata (Givenchy), tutto rigorosamente multicolor.

 

Emilio Pucci, A-I 2016/17

Emilio Pucci, A-I 2016/17

 

Emilio Pucci, A-I 2016/17

Emilio Pucci, A-I 2016/17

 

Emilio Pucci, A-I 2016/17

Emilio Pucci, A-I 2016/17

 

Emilio Pucci, A-I 2016/17

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