Fashion story| Hubert de Givenchy

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Alcune donne nascono principesse, altre lo diventano grazie agli abiti che indossano. A questa seconda categoria, appartengono Jacqueline Kennedy Onassis, Greta Garbo, Marlene Dietrich, Lauren Bacall, Elizabeth Taylor e principesse vere, come Grace di Monaco. E’ chiaro che non tutti gli abiti hanno questo potere, solo quelli in cui eleganza e stile, ma anche linee costruite e semplicità diventano un tutt’uno.

Hubert de Givenchy

 

L’aristocratico Hubert James Marcel Taffin de Givenchy, fondatore della omonima maison, morto il 1 marzo a 91anni, considerato (a ragione) dalla stampa internazionale “l’ultimo couturier” rimasto in vita, aveva questo speciale dono. Nato in una famiglia borghese e protestante, che non vedeva di buon occhio il mondo della moda, aveva lavorato con Fath, Piguet, Lelong, e per quattro anni dal 1949 con Elsa Schiaparelli.

 

Hubert de Givenchy

 

Nel 1952 Givenchy aprì a soli 25 anni, il suo primo atelier a Parigi. Nella sua prima collezione, presentò i “Separates“, mises composte da bluse eleganti e gonne leggere, dalle linee costruite, ma semplici allo stesso tempo. Memorabile una semplice camicia bianca in cotone, arricchita da ricche ruches bianche in pizzo Sangallo, ricamate con filo nero sulle maniche, chiamata Bettina, come una celebre indossatrice degli anni ’50.

 

Bettina, Hubert de Givenchy
Bettina, Hubert de Givenchy

In totale contrasto con il prevalente stile rigido e “corsettato” proposto da Dior, Givenchy, offrì un approccio moderno alla moda, evitando le decorazioni, in favore della purezza della linea, secondo una filosofia condivisa dal suo mentore Cristobal Balenciaga. Ma Givenchy, è famoso, per aver creato gli abiti di Audrey Hepburn, sua amica e musa per quarant’anni, che incarnava l’ideale estetico femminile da sempre ricercato nelle sue creazioni.

Hubert de Givenchy

 

Indimenticabili il tubino nero di raso, che l’attrice britannica indossa in “Colazione da Tiffany“, e l’abito smanicato di Haute Couture con ampia coda e ricami di corolle a contrasto del film “Sabrina“. Nel 1956 Givenchy bandì la stampa dalle sue sfilate, dicendo: “Una casa di moda è un laboratorio che deve conservare il suo mistero.” Quest’ultimo, assieme ad uno stile semplice e rigoroso, armonioso ed elegante, fanno si, che questo “gentleman” della moda, non potrà essere dimenticato tanto facilmente.

 

Bettina, Hubert de Givenchy

 

 

Audrey Hepburn, Colazione da Tiffany
Audrey Hepburn, Colazione da Tiffany

 

Audrey Hepburn e Hubert de Givenchy

 

Images: Via

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