La tuta compie 100 anni, ma non li dimostra

La tuta, un’invenzione tutta italiana, compie 100 anni

Per chi non si occupa di moda in senso stretto, il nome Ernesto Michaelles, potrebbe non significare nulla, così come Thayaht (pseudonimo speculare da lui ideato). Si tratta di un eclettico artista, pittore, scultore, fotografo, disegnatore, orafo, inventore, con il fratello Ram (Ruggero Alfredo Michaelles) della tuta nel 1919.

Valentino, Autunno-Inverno 2019/20

L’anno precedente aveva incontrato a Parigi Madeleine Vionnet, per la quale aveva disegnato capi con accostamenti cromatici e combinazioni geometriche, davvero innovativi per l’epoca, ispirati allo stile deco. Rientrato a Firenze, diffonde con inaspettato successo questo nuovo indumento, la cui forma rimandava visivamente lettera dell’alfabeto, T. Abito universale, la tuta era realizzata con un unico pezzo di stoffa, nata per le masse, ma usata inizialmente dalla buona società fiorentina.

Halpern, Autunno-Inverno, 2019/20
Elie Saab, Autunno – Inverno 2019/20

Thaiht definì queso nuovo capo: “il più innovativo e futuristico mai realizzato nella moda italiana”. Le prime tute erano abiti da lavoro maschili dette boilersuit, realizzate in denim o tessuti pesanti, la cui funzione era di protezione dallo sporco tipico di lavori pesanti, con elastico in vita, chiusure ai polsi e alle caviglie, con tasche per infilare gli attrezzi. All’inizio degli anni ’20, proprio perché capo comodo, la tuta fu adottata da piloti automobilistici, aviatori e meccanici. Tra le prime a proporre la versione femminile, fu Elsa Schiapparelli, che creò all’inizio degli anni ’30 un modello in seta azzurra, con cappuccio, arricciata e stratta ai polsi e alle caviglie.

Emilia Wickstead, Autunno Inverno 2019/20
Blumarine, Autunno-Inverno, 2019/20

Indossata da molte attrici come Katerine Hepburn e Greta Garbo, la tuta diventò simbolo di anticonformismo ed indipendenza, mentre con l’arrivo della seconda guerra mondiale, le tute torneranno ad essere pratici capi da lavoro. Fino a pochi anni fa, il termine tuta indicava soprattutto l’abbigliamento sportivo composto da pantaloni e felpa, o come negli anni ’70 da completi in tessuto brillante, il famigerato triacetato di cellulosa.

Ulla Jhonson, Autunno-Inverno 2019/20

Per essere alla moda nell’estate 2019, bisogna sfoggiare almeno una jumpsuit, termine inglese, che identifica la tuta, diffusosi negli anni ’40 negli Stati Uniti, poiché usata come divisa per i lanci (jump) dai paracadutisti.  A seconda dell’occasione, può essere abbinata a delle sneakers, dei sandali piatti o décolleté dai tacchi vertiginosi, cinture e bijoux vistosi, del resto, indossare una tuta, significa eliminare il problema degli abbinamenti, si infila ed il gioco è fatto!

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